“SEMPRE IN PIEDI” di Nicola Codega

“Sempre in piedi” è l’autobiografia scritta da Nicola Codega.
Lo Staff di WranglerMania nelle persone di Claudio Zanforlin e Alessandro Caramucci conobbe Nicola in occasione del primo 4x4Fest di Carrara a cui WM partecipò, ovvero nell’ottobre 2010.
Siamo estremamente orgogliosi di aver conosciuto una persona così squisita e che fin da subito ci ha aiutato malgrado la nostra giovane età e la nostra quasi totale inesperienza.
Di seguito vi riportiamo la presentazione del libro ed alcune immagini relative al suo “lancio”.

“SEMPRE IN PIEDI”, autobiografia di Nicola Codega edita da Acrobat Media edizioni che sarà presentata sabato 19 aprile 2014 (ore 18) presso la sala conferenze dell’Autorità portuale di Marina di Carrara.

Non mi siedo neanche se me lo dicono! Con queste parole Nicola Codega condensa nella quarta di copertina la propria autobiografia. 224 pagine dirette al cuore del lettore che troverà raccontate in modo semplice e diretto le vicissitudini dell’esistenza di questo ex atleta professionista a cui un incidente stradale ha cambiato la vita nel 1998 a soli 26 anni. Non c’è rassegnazione nelle pagine della pubblicazione, non si scivola nella banalità e nella retorica, bensì si narra quanto possa essere determinante avere un carattere forte e deciso, figlio della pratica sportiva. Perché in mezzo a tante disavventure, a dolori e malanni non sempre risolti, Nicola ha saputo trovare la forza e la voglia di ricominciare.
Della sua vita, divisa in due dall’incidente, Nicola racconta il prima e il dopo: di quando era un ragazzo spensierato che si allenava per vincere gli 800 metri e andava in discoteca, in vacanza, a caccia di ragazze con gli amici fino alla nuova realtà che lo accompagna. Ma se prima correva in pista adesso Nicola corre nella vita: lavora, scia, fa immersioni, gioca a tennis, addirittura recita a teatro. Insomma, per dirla con le parole di Gigi Buffon che ha regalato una sentitissima prefazione al libro “Nicola ha preferito scegliere la strada della ricostruzione. Ha ricostruito se stesso, la sua vita e il suo mondo, ripartendo da una sedia a rotelle ma senza mai sedersi, perché in lui non c’è traccia di commiserazione e perché non ha permesso neppure al destino di placare le sue passioni, di cambiarlo nel suo essere, né soprattutto di fermarlo”.

Una storia difficile narrata con semplicità e sincerità, franchezza e onestà, da cui emergono i tormenti, i successi, le “figurine”, i pezzi del puzzle esistenziale che vanno a posto e una giusta dose di sana follia, di positiva incoscienza, di amore che fa appassionare alla vita. Una sfida aperta ai preconcetti culturali contro le barriere non solo architettoniche e la banale assuefazione a subire situazioni ingiuste. Traspare dunque come un trauma possa diventare un’opportunità.

Nicola, nella sua smania di vivere, ha di fianco dei compagni di viaggio e una rete di rapporti veri: una famiglia invidiabile e amici in grado di fare la differenza. Una forza espressiva che è presente in tutte le pagine e che fa capire come molte “lotte solitarie” che gli hanno cambiato la vita siano spesso state vissute come percorsi condivisi e collettivi.

Nicola Codega ha praticato atletica leggera a livello agonistico.
Laureato in Economia aziendale, esperto di pubblicità e con esperienza come copywriter, oggi lavora presso Carrarafiere. È attivamente impegnato per la tutela dei diritti delle persone disabili con l’associazione Handysuperabile (a cui sarà devoluta parte degli introiti del libro).

Testo integrale prefazione Gianluigi Buffon

Penso che l’occasione che mi ha fatto diventare un portiere e che si presentò nella mia vita quando ancora ero un ragazzino, fosse lì ad attendermi da qualche parte.
E se tutto ciò che ne è seguito e quello che sono diventato è il frutto di un lavoro, di un impegno e di una determinazione che mi appartengono, quell’occasione che si presentò in quel preciso giorno è la vita che me l’ha data. Per questo, mi accompagna sempre la sensazione di essere un predestinato. C’era un’occasione che mi attendeva, che il destino mi ha regalato e che ha cambiato il corso della mia vita.
Certo é facile quando si ha il destino dalla propria parte…
Nel leggere il libro di Nicola mi sono domandato se dopo l’incidente lui si fosse mai sentito un predestinato, se avesse cioè creduto che quel tragico evento fosse lì ad attenderlo per cambiargli drammaticamente la vita.
Al termine del libro mi sono reso conto che così non è stato, che Nicola ha avuto la forza di non cadere in una tale semplicistica teoria del destino, contro il quale è sempre facile scagliarsi, ma che non gli avrebbe consentito di far emergere quella determinazione e quella tempra che lo contraddistinguono e che lo hanno portato sino al punto di cimentarsi in eccezionali imprese sportive, verso le quali ha una “fame” che non si è mai sopita.
Nicola ha preferito scegliere la strada della ricostruzione.
Ha ricostruito se stesso, la sua vita e il suo mondo, ripartendo da una sedia a rotelle ma senza mai sedersi, perché in lui non c’é traccia di commiserazione e perché non ha permesso neppure al destino di placare le sue passioni, di cambiarlo nel suo essere, né soprattutto di fermarlo.
Corri Nicola!

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